COMUNICATO
STAMPA DEL NUCLEO GUARDIE ZOOFILE ENPA DI VICENZA DEL 3
NOVEMBRE 2019
Blitz
delle Guardie Zoofile ENPA in zona collinare a Fara
Vicentino, nel
raggio di trecento metri denunciati due cacciatori e un
cittadino per detenzione uccelli da richiamo in condizioni
incompatibili con la propria natura e maltrattamento di
animali.
Quanto
appurato e documentato dagli Agenti ENPA non lascia spazio
a dubbi, a quei poveri animali si stava praticando la
“muda” termine dialettale che significa tenere gli uccelli
al buio per sfalsare il loro ciclo biologico ( alterazione
morfologica, fisiologica, etologica ed ecologica degli
animali ) creando
in modo forzato le condizioni invernali così da indurli a
cantare il loro canto nuziale in autunno anziché in
primavera, il
canto fuori stagione attirerà i conspecifici in migrazione
che verranno fucilati dai cacciatori nascosti nei capanni.
Ma quanto accertato
dalle Guardie risulta sconcertante, in un caso i poveri
uccelli tordi merli e cesene, una quarantina, erano
detenuti nelle gabbiette anguste grandi come un foglio di
carta A4, erano stipati in un garage quasi al buio, privi
di illuminazione artificiale, non solo, il cacciatore per
essere sicuro del risultato gli aveva murati con dei
pannelli di legno; da quello che è trapelato, le verifiche
effettuate con lo strumento che misura la luminosità ha
dato un valore sotto un LUX,
che è paragonabile alla condizione della notte senza luna.
All’uopo
si ricorda che per gli allevamenti di uccelli si
raccomanda una luminosità giornaliera di cinquecento LUX,
per evitare l’insorgenza di molteplici malattie.
Lo
stesso cacciatore, avrebbe anche asserito di sapere fare
bene il lavoro che gli è stato tramandato, quindi di
praticare lo spennamento a vivo e di dargli cibo di scarsa
qualità.
I
fatti accertati a Fara, hanno portato a due comunicazione
di reato nei confronti di S.A. e M.A. entrambi cacciatori,
il sequestro di tre uccelli, un’altra ha riguardato un
cittadino, con una posizione più lieve in quanto gli
uccelli erano all’esterno, ma ingabbiati nei tristemente
famosi “fiaschi”.
Renzo
Rizzi, Ispettore Regionale delle Guardie E.n.p.a. sul caso
ha voluto puntualizzare: “Credo che la pratica dell’uso
degli uccelli da richiamo generi uno dei più gravi
maltrattamenti di animali del nostro tempo, animali che al
novanta per cento vengono catturati in natura, ingabbiati
e per tutta la vita costretti a vivere in una spazio
minuscolo che non gli permetterà neanche di aprire le ali,
costretti a sopravvivere spesso in mezzo ad escrementi e
acqua putrida, senza nessuna possibilità di espletare i
loro bisogni etologici.”
“solo
nel Vicentino è stimato che
almeno centomila animali siano costretti a vivere in
queste condizioni, ciò si tramuta in altrettanti reati
penali, una situazione non accettabile in un paese civile,
i reati penali vanno perseguiti indipendentemente dalla
loro natura”
“Le sentenze di
cassazione sono univoche nel confermare che la detenzione
di uccelli da richiamo nelle gabbiette utilizzate per la
caccia è reato, va ricordato inoltre quanto espresso
ancora nel lontano
1996 dall’organo
che detta le linee guida sulla caccia, l’ISPRA ( Istituto
Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale ) con
ultima nota del Dott. Alessandro Andreotti n° 2292/T-A62,
si afferma che le gabbiette devono essere usate
esclusivamente per il trasporto e l’uso degli uccelli da
richiamo durante la caccia, e non per l’intera vita
dell’animale.”
“ la situazione va
sanata al più presto, stiamo cercando di trovare una linea
guida con la Procura che ci permetta di fare dei controlli
corretti e
puntuali che facciano emergere questi reati, in tal modo
sarà possibile fare cambiare il modus operandi della
maggior parte dei cacciatori”.
“A questi ultimi che
usano richiami, ricordo di creare degli spazi appositi
voliere o altro che permettano ai vostri animali di vivere
in modo minimamente dignitoso, questo oltre a fare una
buona azione vi permetterà di rispettare le leggi e non secondario,
evitarvi denunce e tanti fastidi legali, che come ben
sapete, oltre a danneggiarvi economicamente, sono passaggi
mal tollerati anche dalle vostre consorti”
A cura del Nucleo
Guardie Zoofile ENPA di Vicenza.
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