Comunicato stampa
Zanoni (PD): “Traffico illegale di uccelli selvatici su 23 arrestati ben 7 sono di Treviso:
responsabilità politiche della Regione, non ha fatto niente per contrastare questo fenomeno”
Venezia, 20 dicembre 2019
“Due
operazioni nel giro di pochi giorni, con 23 arresti. Il traffico
illegale di uccelli è una piaga dura da estirpare, specialmente in
Veneto. La Regione non ha fatto e continua a non fare niente e ha delle
responsabilità politiche per il dilagare di questo fenomeno”. Così
Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta il doppio
blitz di carabinieri forestali nel Bresciano da un lato e, soprattutto,
quello del Corpo forestale della Provincia di Trento dall’altro che ha
portato al sequestro di oltre 20.000 esemplari, vivi e morti, utilizzati
come richiami per l’attività venatoria. “Mi congratulo per chi ha
condotto così brillantemente le due indagini - continua il
vicepresidente della commissione Ambiente - che hanno portato
all’arresto di ben sette persone in provincia di Treviso, a conferma di
come il Veneto sia una delle zone ‘nere’ d’Italia per il bracconaggio”.
Bracconaggio che non è l’unica ipotesi di reato formulata dalla Procura
di Trento, che contesta anche ricettazione, furto venatorio,
riciclaggio, maltrattamenti su animali e detenzione abusiva di armi.
“Sono
anni che denuncio, prima da guardia volontaria, poi come parlamentare
europeo e ora consigliere regionale, il traffico di uccelli selvatici,
prelevati anche dai nidi, a scopo venatorio. Ricordo che, grazie alla
battaglia fatta a Bruxelles con interrogazioni e incontri con il
commissario all’Ambiente Janez Potočnik, l’Unione Europea nel 2014 fece
chiudere, dopo venti anni, i roccoli, impianti pagati coi fondi pubblici
dove venivano catturati con le reti gli uccelli migratori da utilizzare
come richiami vivi nella caccia da capanno. È giunto il momento di
abolire definitivamente l’uso dei richiami vivi, una barbarie
legalizzata che esiste solo in Italia e in pochi altri Paesi”.
Ma
il consigliere del Partito Democratico chiama direttamente in causa la
Regione Veneto: “Negli anni non ha fatto niente per combattere questa
piaga, anzi. Nel 2013 ha addirittura approvato una legge, la numero 12,
che abolì l’obbligo di possesso, compilazione ed esibizione
dell’apposito registro per gli allevatori di uccelli da richiamo
appartenenti alle specie cacciabili, un bel modo per agevolare questi
traffici clandestini. E la situazione non è migliorata. Le ex Guardie
provinciali, che dovrebbero passare alla Regione, sono lasciate nella
più totale incertezza, con compiti e mansioni non definiti. Un non-agire
che va ad esclusivo vantaggio dei bracconieri. Inoltre nell’ultimo
bilancio sono stati nuovamente bocciati i nostri emendamenti per
rafforzare la vigilanza delle Guardie provinciali e dotarle di mezzi
adeguati, così come gli emendamenti per aiutare le Guardie volontarie. E
non si dica che mancano i soldi. Zaia e la sua maggioranza continuano
vergognosamente a sperperare soldi per le associazioni venatorie (un
milione di euro in tre anni), quando non ne avrebbero assolutamente
bisogno visto che, per esempio, l’Associazione cacciatori veneti può
permettersi di versare un finanziamento di 70mila euro a Fratelli
d’Italia della Meloni”.
“In
merito al sequestro di uccelli rubati nei nidi - spiega ancora Zanoni
- venivano poi regolarizzati tramite una vera e propria sanatoria, con
l’inserimento in una zampa di un anellino dotato di un codice, tipo
‘targa’, facendoli passare come animali da allevamento, ovvero
trasformandoli da patrimonio indisponibile dello Stato a proprietà
privata. In merito a ciò mi chiedo perché la Foi – Federazione
Ornitologica Italiana, non dica niente, visto che molti di questi
animali sarebbero stati ‘dotati’ di anelli Foi da parte di allevatori
fasulli”.
“È
infine sorprendente - conclude il consigliere democratico - come, a
fronte di una doppia operazione nel giro di pochi giorni, Zaia continui a
stare zitto. Interviene su tutto senza distinzioni, dall’autonomia al
tiramisù, dal baccalà ai muli. Eppure quando arrestano sette trevigiani
non apre bocca. Come mai? Mi auguro che almeno abbia la decenza, come
Regione, di costituirsi parte civile al processo contro questi
lazzaroni”.
Nessun commento:
Posta un commento