Comunicato stampa
Zanoni (PD): “Veneto Sostenibile, il rapporto mostra una fotografia impietosa.
La nostra Regione è in ritardo su troppi obiettivi dell’Agenda 2030”
Venezia, 31 ottobre 2019
“Il
rapporto Veneto Sostenibile ci restituisce una fotografia impietosa. La
nostra Regione è in grave ritardo su troppi obiettivi ed è agli ultimi
posti della classifica sulle questioni ambientali e territoriali”. Il
commento è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e
vicepresidente della commissione Ambiente, dopo aver assistito in Prima
commissione al report illustrato dalla dottoressa Bramezza e dai
funzionari del Sistema statistico regionale e basato sui 17 obiettivi
dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata il 25 settembre 2015.
“Anzitutto complimenti all’Ufficio statistica per il poderoso lavoro,
che senz’altro ci sarà utile anche nei prossimi mesi”.
“Da
una prima lettura, il dato che appare in assoluto più allarmante è
quello dell’inquinamento dell’aria: in Veneto le centraline che
registrano oltre 35 giorni di sforamento annui dei limiti di Pm10 (le
polveri sottili) sono pari al 90,5% contro la media italiana del 34%.
Ecco perché nel prossimo bilancio presenteremo emendamenti per
incentivi alla rottamazione di vecchie auto, stufe e anche autobus - fa
sapere il consigliere Pd - Per quanto riguarda l’Obiettivo 15, ‘Vita
sulla Terra’ ovvero uso sostenibile dell’ecosistema, tutela foreste,
tutela biodiversità, ci siamo fatti superare da regioni come Calabria,
Sardegna e Basilicata e siamo allo stesso livello di Campania e Puglia.
Di fatto siamo l’unica regione del Nord, la Padania di bossiana memoria,
assieme alla Lombardia ad essere in grave ritardo sull’adozione di
misure utili a raggiungere questo obiettivo Onu. E nel corso degli anni
anziché migliorare, abbiamo fatto passi indietro. Nel 2010 avevamo un
punteggio di 75,6 nel 2017 (ultimo dato utile) siamo al 73,6. Un
peggioramento certificato dal rapporto Ispra 2018, ma secondo la Lega e i
suoi alleati il rimedio è quello di ridurre le superfici dei Parchi!
Anche qua abbiamo pronti degli emendamenti specifici per piantare almeno
un milione di alberi in tutto il Veneto, quasi uno a famiglia. Neppure
sulle emissioni di gas serra siamo promossi: tra il 2005/20015 la
diminuzione è del 24,6%, sotto la media nazionale, che ha una
performance del – 26,3%: occorrono incentivi per acquistare mezzi di
trasporto meno inquinanti, ibridi e a metano”.
Altra
nota dolente, sottolinea ancora Zanoni è il biologico. “Siamo messi
male, anzi malissimo. In Veneto abbiamo solo il 2,3 % della superficie
agricola coltivata con questi metodi a fronte di una media italiana del
12,3%. Perciò presenteremo in bilancio degli aiuti per un settore
potenzialmente in crescita viste le richieste dei consumatori, ma poco
sviluppato”. Il quadro, continua il consigliere democratico, non è
confortante neanche sul fronte sociale e del benessere economico: “Il
reddito delle famiglie povere in Veneto cresce in misura inferiore al
resto del Paese, +3,1% contro 4,8%, invece quelle in stato di grave
deprivazione materiale sono il 4,1% contro la media italiana del 10,1%.
Una cifra sempre troppo alta per un Veneto che si fregia del titolo di
eccellenza e di locomotiva d’Italia”.
“Trovo
singolare - aggiunge poi in chiusura - il fatto che obiettivi
importantissimi, dai cambiamenti climatici alla tutela del mare, non
siano stati inseriti in questo rapporto nel quadro del ‘Posizionamento
delle Regioni rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030’. Una regione
come la nostra non può avere buchi neri proprio sull’indicatore dei
cambiamenti climatici e non ci si può fermare davanti al fatto che
l’Asvis (Agenzia per lo sviluppo sostenibile) non l’abbia calcolato. La
Regione poteva adottare comunque altri indicatori. Abbiamo molto da
fare, dobbiamo correre, ma siamo invece fermi su settori strategici e
vitali per il futuro. Zaia pensa solo a Prosecco, Olimpiadi, Autonomia,
intanto rischiamo li lasciare le nuove generazioni col cerino in mano.
Una Regione responsabile deve pianificare le propri politiche a lungo
termine con interventi strutturali, soprattutto in settori come
l’industria, l’agricoltura, i trasporti e l’energia, che possono
contribuire molto nel ridurre le emissioni climalteranti”.
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